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Tutti in piazza il 13 ottobre: Riprendiamoci Genova

La mattina del 14 agosto Ponte Morandi è crollato, portandosi via la vita di 43 persone e precipitando Genova in uno dei punti più bassi della sua storia millenaria. Al di là delle responsabilità dei gestori e della politica, buona parte della responsabilità morale ricade su di noi, cittadini di Genova e cittadini Italiani.

Per troppo tempo abbiamo lasciato che la nostra realtà invecchiasse, senza fare nulla, incapaci di pensare al futuro come qualcosa che ci riguarda tutti. Non è possibile permettere allo Stato di lasciare un territorio cosi’ all’abbandono, nella mancanza di risorse, ad elemosinare per opere di cui ha bisogno, quando dal porto di Genova, primo porto del Mediterraneao, passa un terzo di tutto il traffico marittimo italiano. Presi dalla vita di tutti i giorni, dai nostri fatti privati, ci siamo dimenticati di essere una città, una comunità, un popolo, che può e deve far sentire la sua voce. E pretendere di essere ascoltato.

Che la tragedia di Ponte Morandi serva da sveglia.

MANIFESTO-13-OTTOBRE-RIPRENDIAMOCI-GENOVA

A seguito dell’immane e per molti  impensabile tragedia, richiediamo che almeno una parte della ricchezza generata dal traffico del porto di Genova rimanga alle istituzioni genovesi, come avviene a Marsiglia, a Barcellona, ad Amburgo. Non è giusto che Genova sopporti il peso di questo traffico, e non le resti niente. È una questione di giustizia; è una questione vitale: almeno il 10% dell’IVA generata dai traffici del porto deve rimanere alle istituzioni genovesi. Non possiamo più aspettare.

Secondo: che tali risorse vengano investite per progettare la Genova del futuro, in un grande progetto di trasformazione urbana in chiave Europea, che veda la collaborazione delle istituzioni e della società civile, e che sappia guardare al medio e lungo termine. Senza una prospettiva di sviluppo che duri più di un mandato amministrativo il destino della città è segnato. Il resto d’Europa, il resto del mondo si stanno muovendo: non possiamo più rimanere indietro.

Sabato 13 ottobre in Piazza della Vittoria manifesteremo per questi motivi, e dovremo essere migliaia; senza bandiere di partito, ma portando solo la Croce di San Giorgio, che è l’emblema della città di Genova. Partiremo da lì, e andremo fino al Palazzo della Regione, per dimostrare che Genova non se ne sta dell’elemosina, ma deve essere messa in condizione di fare da sé, come ha sempre fatto nella Storia del nostro amato continente.

E’ l’ora di unirsi e far volare in alto questa città.

L’intento é muovere tutti a partecipare con in mano la sola bandiera di Genova, che é patrimonio di tutti quanti noi. Il ponte è un fatto che verrà risolto e ognuno di noi dovrà spingere affinché venga costruito nei tempi più stretti possibili e nelle modalità migliori possibili. Ma noi chiamiamo tutti a fare un passo in più e richiedere a gran voce un serio progetto per la Genova del futuro e che Genova non sia più solo servitù di passaggio del porto. Domani Genova avrà un ponte nuovo, ma se non si muoverà da oggi per il suo complessivo efficientamento, per esempio in termini ambientali e infrastrutturali, domani sarà totalmente e definitivamente isolata dal resto d’Europa, svuotata irrimediabilmente dei propri giovani, delle sue imprese, delle sue energie e da lì non riuscirà più ad alzarsi. Dobbiamo chiedere tutti insieme progetti stabili e forti che volino in alto e vadano oltre un ciclo di amministrazione (le grandi trasformazioni urbane non si realizzano in 5 anni, ma ahimé in almeno 10/15 se non 20 anni), risorse, competenze, le autonomie necessarie per la ricostruzione e spirito comunitario. Non possiamo più aspettare e rimanere a guardare. Il ponte è crollato e ha disvelato in un istante quanto Genova sia un castello di carta. Ora è il momento di rinascere e ripartire prima di tutto costruendo fondamenta forti, volute e richieste da una città coesa, fiduciosa e consapevole della grande sfida che ha davanti. Si dovrà manifestare una città unita nelle sue differenze.

Crediamo che le nostre motivazioni siano comuni a tutti. È per questo che confidiamo vogliate aiutarci a promuovere l’evento assieme noi. A tal fine sarà sufficiente che inoltriate l’invito qui allegato a tutti i Vostri  e di condividere l’evento tramite social fb/twitter/linkedin/instagram con gli hashtag di riferimento: #iocisono #mighesun #iamin #meapunto #jesuislà #riprendiamocigenova.

Camilla Ponzano                Andrea Acquarone                  Filippo Biolé

#iocisono #mighesun #iamin #meapunto #jesuislà #riprendiamocigenova

“Che cosa chiediamo?”- il manifesto di “13 ottobre, Riprendiamoci Genova”

Il 13 ottobre tutta la cittadinanza è invitata a scendere in piazzia in una grande manifestazione che richieda:

1. Un progetto di sviluppo prospettico per il nostro territorio, da troppo tempo lasciato alla deriva

2. Un miglioramento strutturale del finanziamento, tramite il trattenimento del 10% delle imposte generate dall’attività portuale.

Visto l’evolversi delle situazioni, riproponiamo come  terzo punto quella che era stata la prima istanza del manifesto pubblicato via social nei giorni direttamente successivi il crollo (tale punto era stato temporaneamente superato con la nomina del Governatore della Regione Liguria a Commissario per la ricostruzione).

3. Che la Liguria e le sue istituzioni non vengano tagliate fuori dalle decisioni sulla ricostruzione. E’fondamentale che chi verrà nominato Commissario Straordinario conosca perfettamente il territorio, agisca in accordo con le istanze che da questo emergono. E non può perdere tempo per “mettersi al corrente”.

Così si rischia di ferire anche l’orgoglio della città, che è buona parte di ciò che le resta.

La manifestazione deve servire perché Genova si riscopra “soggetto politico”; Riprendiamoci Genova l’organizza insieme a “Che l’inse” e “EmerGente”. Qui di seguito il manifesto della Manifestazione pubblicato il 23 Agosto 2018 su Il Secolo XIX – ed. Genova.

manifesto

CHI SONO I #riprendiamocigenova?

‪#‎riprendiamocigenova‬ è un’associazione di promozione sociale che svolge attività di tutela e promozione e valorizzazione di luoghi, siti e immobili di interesse artistico, storico, sociale, pubblico o commerciale promuovendo e sostenendo il riuso di spazi o di edifici pubblici e privati abbandonati, degradati, inoccupati, sottoutilizzati o inutilizzati.

Ma chi sono i fondatori di #riprendiamocigenova?

Camilla Ponzano (Presidente) , dottoressa in architettura, non vede luoghi abbandonati ma progetti e possibilità. 

Camilla Ponzano

Filippo Costa (consigliere)  web designer e grafico. Filippo CostaMa i #riprendiamocigenova siete tutti voi che vi riconoscete nei nostri ideali e che con noi state accendendo i riflettori suoi loghi abbandonati della città. Tutti possono sostenere il nostro progetto e diventarne parte attiva.

Riprendiamoci Genova e Genova si riprenderà.

 

LA MISSIONE DI #RIPRENDIAMOCIGENOVA:

Ci definiamo dei mediatori urbani che agiscono sul territorio con l’intento di far dialogare proprietari di spazi o di edifici pubblici e privati inoccupati/sottoutilizzati/inutilizzati e artisti, artigiani e/o iniziative sociali alla ricerca di uno spazio di lavoro per avviare le proprie attività. #RIPRENDIAMOCIGENOVA si occupa di quei contenitori urbani e spazi irrisolti che non trovano ancora un nuovo utilizzo, ma che potrebbero trovare un uso temporaneo in quel tempo di mezzo di anni, spesso di decenni, che intercorre tra vecchia e nuova destinazione d’uso (parafrasando “TEMPORIUSO. Manuale per un riuso temporaneo di spazi in abbandono, in Italia”, Isabella Inti, Giulia Cantaluppi, Matteo Persichino)

Ci ispiriamo al lavoro di PRECARE e di TEMPORIUSO e al lavoro di molti altri attivisti sul territorio italiano e straniero con i quali cercheremo di metterci in connessione per attivare i terrains vagues della nostra Genova.

Spunti bibliografici per il vostro 2015:

http://www.urban-reuse.eu

http://www.temporiuso.org

LUOGHI di azione di #riprendiamocigenova:

contenitori urbani e spazi irrisolti che non trovano ancora un nuovo utilizzo, che conoscono forti situazioni di degrado architettonico e che generano di conseguenza un degrado sociale (molto spesso questi spazi si trasformano in culle di violenza o asilo per senza-tetto).

Sono molto le tipologie di edifici e di spazi in abbandono che si rilevano sul territorio:

MAXI-AREE:

  • ex scali ferroviari
  • ex cave
  • ex scali portuali
  • aree industriali dismesse
  • aree militari dismesse
  • quarteri storici
  • aree sequestrate alla mafia

MICRO-AREE:

  • ex fabbrica
  • ex caserma
  • forti
  • ex-fari
  • ex scalo ferroviario
  • ex edificio pubblico
  • cantiere incompiuto
  • ex ufficio
  • ex negozio spazio piano terra
  • spazio residuale/verde incolto
  • ex campo agricolo
  • ex capannoni
  • immobili sequestrati alla mafia

 

TEMPI di ri-uso degli spazi in abbandono di #riprendiamocigenova:

#riprendiamocigenova propone dei progetti di uso temporaneo di spazi abbandonati/inutilizzati o sottoutilizzzati ovvero propone di intrudurre un nuovo ciclo di vita di un contenitore urbano o di uno spazio in quel tempo che intercorre tra una vecchia destinazione d’uso e una nuova destinazione d’uso.

I tempi dei progetti di uso temporaneo variano a seconda della finalità del progetto:

  • da 1 a 10 giorni (eventi/turismo)
  • da 9 mesi a 18 mesi (lavoro/studio/associazionismo)
  • 18 mesi (lavoro/associazionismo)
  • 3 anni + rinnovo (associazionismo/start-up d’impresa)

 

 LIVELLI di intervento architettonico dei progetti di #riprendiamocigenova:

 

Le opere di manutenzione straordinaria saranno a carico della proprietà/del municipio ai fini di mettere in sicurezza a livello strutturale lo spazio da riutilizzare (interventi sulle strutture per eventuali cedimenti delle parti portanti/rimozione di amianto/impermeabilizzazione delle coperture/ dotazione di infrastrutture primarie stabili o removibili a seconda della durata del progetto di ri-uso temporaneo/rimozione di detriti e pulizia).

I livelli di intervento architettonico saranno sempre subordinati ai tempi di uso degli spazi.

Le opere di manutenzione ordinaria saranno a carico degli usufruttuari.

 

SOSTENIBILITA’ di ri-uso di spazi in abbandono di #riprendiamocigenova:

Sia il servizio offerto che gli spazi messi a disposizione sono CONCESSI GRATUITAMENTE. La sostenibilità di questa logica è rintracciabile nel fatto che attraverso l’occupazione temporanea degli spazi i proprietari possono risparmiare sui costi legati alla sorveglianza e alla manutenzione degli edifici vuoti e/abbandonati. Per la città l’ulteriore vantaggio è dato dal fatto che l’utilizzo di questi spazi contribuisce alla coesione sociale e all’economia del quartiere e della città: chi utilizza questi spazi, oltre alla possibilità di avere uno spazio temporaneo in cui sviluppare il proprio lavoro, si “arricchisce” con l’esperienza e la responsabilità della gestione degli spazi e della produzione-organizzazione di eventi pubblici destinati alla comunità e al quartiere in cui lo spazio è situato.

I progetti di ri-uso temporaneo sostengono attività di tipo lavorativo, ludico e socio-culturale ad opera di singoli o gruppi, anche informali, per lo sviluppo di progetti che abbiano un ritorno sociale, culturale, lavorativo per la collettività; #riprendiamocigenova non sostiene progetti di stampo politico o religioso.

A seconda del progetto di uso temporaneo #riprendiamocigenova in sinergia con il municipio di riferimento s’impegnarà nella ricerca di fondi e di sponsor per la realizzazione del palinsesto di programmazione dello spazio concesso ad uso gratuito.

 

Bibliografia:

“TEMPORIUSO. Manuale per il ri-uso temporaneo di spazi in abbandono, in Italia” Isabella Inti, Giulia Cantaluppi, Matteo Persichino

Indice N. 4/2014 Camera di Commercio Milano

“Gli immobili vuoti: un tesoro da utilizzare” Domenico Finiguerra, art. su “Il fatto quotidiano”

Riusiamo l’Italia. Da spazi vuoti a start up culturali e sociali”, Giovanni Campagnoli

http://www.precare.org/

http://www.citymined.org/